floriana brianti


Un amore semplice come il pane fatto in casa e altrettanto robusto.

Il 16 maggio scorso io e quello spettacolo di marito che l'Universo mi ha regalato abbiamo festeggiayo 8 anni di matrimonio . Quando ci siamo sposati non lo conoscevo . Era passato poco più di un anno dal nostro incontro . Non eravamo giovanissimi . Eravamo stati molto infelici , prima . Zoppicavamo come quelli che vengono da posti dove si respirano polvere e brutti sogni . Subito mi ricordo che ci trattavamo l'un l'altra come se fossimo la cosa più fragile e vulnerabile del pianeta . E probabilmente l'istinto non aveva sbagliato più di tanto . Ci siamo riconosciuti subito , ci siamo presi per mano e abbiamo iniziato a nutrirci di cose belle e semplici , di quelle che fanno bene fino in fondo . Senza controindicazioni . Ma non pensate che da lì tutto sia stato "paradiso " . Non sono mancati momenti di buio pesto tra catastrofi famigliari , crisi professionali , perdite e perfino dolorosi addii . Abbiamo pianto , singhiozzato , io ho anche urlato e mi sono incazzata un sacco . Lui ha sempre portato una dolcissima pazienza grazie alla sua indiscutibile capacità di vedere ben al di là di ogni facciata . E poi abbiamo parlato , parlato , parlato . Abbiamo parlato fino a notte fonda , finchè non ci siamo persi nel sonno . E poi ci siamo abbracciati così stretti che nemmeno la morte della Blu ci ha fatti cadere . Insieme siamo potenti . Quando sfidiamo il destino tirando fuori dal cassetto i nostri sogni più segreti , ci guardiamo dritti in faccia , ci facciamo coraggio e ci buttiamo , perchè sappiamo che insieme - comunque vada - andrà bene così . Il primo regalo che ho fatto ad Alex sono state un paio di piccole ali di piume bianche con attaccato un bigliettino con scritto : "Vola solo chi osa farlo " . Eravamo entrambi schiacciati da una vita lavorativa stretta come un paio di mutande con l'elastico che non ti lascia in pace un attimo . Quando siamo andati a Parigi lui ha visto la mia espressione completamente rapita nel reparto belle arti del Lafayette e me lo ha fatto dire forte e chiaro che io non sono tagliata per una vita che non sia almeno un 70 % di creatività . L'assenza per me è una condizione fisica di dolore . È malessere . È malinconia nello stomaco . È stato facile raccontargli il mio sogno ed è stato bellissimo capire che con lui al mio fianco poteva essere un vero e proprio progetto . Da lì in poi i sogni di abbiamo trattati così , come appunti di cose da fare , più prima che poi . E ci proviamo davvero sempre , tenendoci stretti e incoraggiandoci ad ogni inciampo . Questa rivoluzione ci ha portato a conoscere persone strepitose e stravaganti che vivono come noi , ma questa è un'altra storia e il post è già troppo lungo come al solito . Concludendo : 1) mi auguro di essere sempre capace di vedere la bellezza di Alessandro . 2) auguro a lui di trovare il coraggio di sbocciare fino in fondo perchè scoprirebbe di essere ancora più rigoglioso . 3) auguro a noi di continuare a credere così fortemente in questa avventura condivisa . . . . e sì , auguro a tutti voi un amore semplice come il pane fatto in casa e altrettanto robusto . ecco a voi le migliori rappresentazioni di noi . #voguesposa


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